.
Annunci online

il blog del Partito Democratico del circolo dello strambinese

3 dicembre 2008
E I BOSS SCELSERO IL CENTRO-DESTRA...
Cosa Nostra di Bernardo - Binnu - Provenzano è "lobby o partito?". S'intitola così, nella motivazione della sentenza che spiega le condanne a 430 anni di carcere di 40 boss, il capitolo più delicato dedicato ai rapporti fra il vertice della mafia siciliana e la politica. Il giudice dell'udienza preliminare Piergiorgio Morosini - che ha depositato ieri le 1000 pagine della motivazione - lascia aperto questo interrogativo. Perché la mafia può essere l'uno o l'altro, lobby o partito, a seconda dei tempi.

Quel che è certo, scrive il gup, è che i capimandamento di Cosa Nostra "fin dal 2005 iniziano a tessere la trama" per le future elezioni del 2006. "Vogliono essere pronti per il momento cruciale in cui si giocherà la partita. Pretendono posti nel consiglio comunale e in quello provinciale. Scelgono i candidati per le elezioni ormai prossime e si attivano per affiancarli a uomini influenti dello schieramento del Polo delle Libertà. In particolare di Forza Italia e dell'Udc".

Il gup Piergiorgio Morosini traccia la storia di quei "reticoli politico-clientelari e reticoli del potere mafioso" partendo dalla seconda metà degli anni Ottanta, quando, "crescendo la disillusione nei confronti della Dc, Cosa Nostra cerca un nuovo veicolo politico per i suoi interessi".

Alle elezioni politiche del 1987 "delle avance furono fatte al Psi", ma è dopo le condanne del '92 al primo maxiprocesso - scartato il progetto di creare il movimento separatista "Sicilia libera" - che il boss Bernardo Provenzano "punta all'immersione" e "suggerisce di cercare rapporti e offrire sostegno a nuove forze politiche nazionali che stanno nascendo sulle rovine del vecchio sistema dei partiti". Provenzano, va detto, è diffidente nei confronti dei politici che definisce ora "truffaldini", ora "sprovveduti". Ma sempre "calcolatori".

E allora il leader corleonese arrestato a Montagna dei Cavalli decide di "creare una "cordata riservata" che studi il modo di interagire con la politica". A partire dagli anni Novanta, nella "cordata Provenzano" entra a far parte "un gruppo ristretto di consiglieri e di persone lungimiranti chiamato a raccolta dall'anziano boss per le questioni più delicate". "Quel trust di cervelli - scrive il gup - deve aiutarlo a tessere la trama per recuperare consenso e intrecciare nuovi legami dopo le stragi del '92 e '93". Di questo gruppo fa parte "pure l'onorevole regionale Giovanni Mercadante, eletto nel 2001 nelle liste di Forza Italia".

Ma è il 2006 l'anno che vede Cosa Nostra "in stato di fibrillazione: cambiano Camera e Senato, si rinnova l'Assemblea regionale, i consigli comunali. "Gli uomini di Provenzano - annota il giudice Morosini - sono in stato di allerta. Il gotha mafioso è chiamato a scelte importanti che lasceranno il "segno" per gli anni venturi". L'Italia bipolare, osserva il gup, "probabilmente è a un bivio. Ma in Sicilia il Polo delle Libertà è ancora forte di quel 61 a zero del 2001, con una componente Udc che, oltre ad esprimere il presidente della Regione, costituisce quasi un terzo dell'elettorato nazionale di quel partito".

"La decisione sulla coalizione da votare sembra scontata, c'è una netta preferenza per il Polo della libertà". Provenzano, il reggente di Cosa Nostra dopo l'arresto di Totò Riina, sceglie di "internalizzare la rappresentanza politica, ossia mobilitare il proprio peso elettorale in favore di membri interni alla associazione da presentare come candidati, appoggiando persone legate da stretti vincoli di amicizia o parentela al capo o ai capi delle cosche".

Ma a svelare la nuova strategia politica di Cosa Nostra, il nuovo schema di "internalizzazione" che si ripete anche in altri casi, è il rapporto fra "i Mandalà" e Francesco Campanella. Quest'ultimo è considerato dal gup "uomo ponte" fra le cosche e il mondo politico. "Al suo matrimonio sono suoi testimoni il leader dell'Udeur Clemente Mastella e l'onorevole Salvatore Cuffaro".

Nel 2000 è segretario nazionale dei giovani Udeur, quindi resta consulente del sindaco di Villabate, Lorenzo Carandino, di Fi, che lo stesso Campanella indica alle cosche come candidato ideale a primo cittadino. Furono quei due politici, utilizzando di notte gli uffici anagrafici comunali, a confezionare il documento d'identità falso utilizzato da Provenzano per recarsi a Marsiglia a farsi operare. "Non collateralismo, dunque, ma leadership, è questo l'orientamento prevalente di Cosa Nostra".

"Internalizzare la rappresentanza - spiega ancora il gup - significa essere più forti nella costituzione di lobby politico-mafiose da utilizzare in posizioni chiave della vita economica, politica e istituzionale". Il quartier generale politico di Cosa Nostra è ricavato in un box di lamiera che, però, la polizia ha imbottito di microspie. Rinchiusi là dentro, è Antonino Cinà a parlare con Nino Rotolo "del deputato regionale Giovanni Mercadante: in cambio dell'appoggio elettorale per il rinnovo dell'Assemblea regionale, Mercadante dovrà sostenere al consiglio comunale di Palermo il prescelto dei boss, Marcello Parisi, nipote dell'associato mafioso Angelo Rosario Parisi". E Mercadante si dà subito da fare, promettendo di "attivarsi con l'onorevole Francesco Musotto, presidente della Provincia di Palermo, proveniente da Fi, nella sponsorizzazione del candidato del Corleonesi" al palazzo delle Aquile.


grazie a A. Custodero

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Mafia centro-destra Berlusconi Governo

permalink | inviato da pd.strambino il 3/12/2008 alle 20:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
2 novembre 2008
CONVEGNO ANTI-MAFIA
29 ottobre 2008
TRA DEMOCRAZIA E SCUOLA PUBBLICA
«Facciamo l'ipotesi,
così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, a impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. E allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: - rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. - attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico! Quest'ultimo è il metodo più pericoloso, la fase più pericolosa di tutta l'operazione [...]. Questo dunque è il punto, è il punto più pericoloso del metodo. Denaro di tutti i cittadini, di tutti i contribuenti, di tutti i credenti nelle diverse religioni, di tutti gli appartenenti ai diversi partiti, che invece viene destinato ad alimentare le scuole di una sola religione, di una sola setta, di un solo partito».
Era Piero Calamandrei. Era il 1950. Erano parole. O - più precisamente - era una profezia.

16 ottobre 2008
INIZIATIVA SULLA RIFORMA GELMINI
 
"DIETRO AI GREMBIULI E AI VOTI"
Legge Gelmini, riforma della scuola pubblica....
Incontro con genitori, insegnanti e cittadini per capire come potrebbe cambiare la scuola pubblica
Siamo sicuri di conoscere quali sono e in cosa consistono i provvedimenti varati nei giorni scorsi dal Governo e quelli già pronti per essere tradotti in legge dello Stato e qual saranno le ricadute concrete sulla scuola pubblica, dalla materna fino alle Università?
(...)
Domande alle quali non si trovano risposte in televisione e spesso nemmeno sui giornali, ma che avranno, sulla vita di tutti, ricadute molto più significative della reintroduzione dei voti o del grembiulino....
Proviamo a capire.
 
Venerdì 17 Ottobre ore 21
STRAMBINO
Salone Polifunzionale, via Cotonificio.
 
Partecipano:
Silvia BODOARDO - Coordinamento genitori nidi, materne, elementari e medie di Torino
Elisabetta RAINERI, Giovanna VENTRE - Manifesto dei 500
Umberto D'OTTAVIO - Assessore all'istruzione Provincia di Torino

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. riforma scuola pubblica ministro gelmini

permalink | inviato da pd.strambino il 16/10/2008 alle 15:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
24 settembre 2008
Il GOVERNO INQUINANTE...
È andato fino a Bruxelles per convincerli. Il ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi, è disperato. L’Unione Europea vuole inquinare meno, ma a noi italiani non ci passa nemmeno per la testa. Così, è partito nella sua assurda missione diplomatica, per convincere gli europarlamentari italiani a fare fronte comune e sperare che la Commissione Ue ci conceda un compromesso sul pacchetto “energia-cambiamenti climatici”.

La Commissione, infatti, in linea con gli obiettivi fissati dal Consiglio europeo, ha messo a punto una serie di proposte legislative per la riduzione dei gas-serra e l'aumento delle energie rinnovabili. Nulla di sconvolgente, si capisce, ma una saggia risposta all’emergenza che nessuno può più negare: l’obiettivo è quello di ridurre del 20 per cento le emissioni inquinanti, di portare al 20 per cento la quota di energie rinnovabili e di migliorare del 20 per cento l'efficienza energetica. Tutto questo entro il 2020, da cui il nome dell’accordo «20-20-20».

Ma a noi della salute nostra e della Terra, non ce ne importa, a noi sta a cuore «l'interesse nazionale». Ovvero, nell’accezione di Ronchi, lo stato dell’industria italiana. Siamo in crisi, e non possiamo permetterci di spendere soldi per tutelare l’ambiente. Per questo siamo gli unici die 27 paesi membri dell’Unione Europea ad aver chiesto una revisione dell’accordo. Certo, messi come siamo, raggiungere gli obiettivi europei per noi è una fatica, visto che, per intenderci la nostra quota di energia rinnovabile è al 5,2%.

Ronchi va a pietire di essere graziato perché con quei parametri rischiamo di perdere «competitività». L’Europa finora è stata intransigente, ma il ministro Ronchi ci prova comunque: il 3 ottobre sarà a Parigi, il 6 a Varsavia e Berlino, l’8 tornerà a Bruxelles insieme al presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia.


                                                     

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. inquinamento pdl ministro ronchi

permalink | inviato da pd.strambino il 24/9/2008 alle 15:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
23 settembre 2008
VELTRONI SCRIVE A BERLUSCONI
«Signor presidente, le scrivo per rinnovare l'impegno del Pd a concorrere alla ricerca di una difficilissima soluzione positiva» per la vicenda Alitalia. Così il segretario del Pd, Walter Veltroni, inizia la lettera inviata al presidente del Consiglio, Berlusconi, per chiedere un «fatto nuovo» che possa risollevare le sorti di una situazione che «rischia di giungere rapidamente ad un esito tragico». Il premier, chiede Veltroni, convochi le parti «immediatamente, e determini un fatto nuovo, senza accettare né veti né soluzioni preconfezionate». Nella missiva l'ex sindaco di Roma avanza «tre proposte»: la prima prevede che «la Cai faccia un passo in avanti verso le posizioni espresse dai sindacati, come le indubbie condizioni di vantaggio ad essa offerte dal decreto del governo consentono e richiedono». La seconda, che «ci si attivi per riprendere i fili di quei negoziati con soggetti esteri, che, da soli o con aiI, potrebbero acquisire un ruolo rilevante nella salvezza e nello sviluppo di Alitalia». La terza strada prevede che il commissario Fantozzi «su preciso mandato del Governo, concluda immediatamente e positivamente un'intesa con tutti i sindacati, consentendo a Cai e/o a compagnie aeree straniere di acquisire Alitalia, garantendone la sopravvivenza». Berlusconi, quindi, può e deve rintracciare una soluzione, perchè «di fronte all'incombere del fallimento, il Governo non può dire di avere già fatto tutto quello che poteva, perché non è vero» e il Pd, nonostante il giudizio «severo» sulla gestione della vicenda, si dice disponibile ad operare insieme «positivamente, come sempre, nell’interesse esclusivo del paese».

W. Veltroni - Segretario Partito Democratico

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. lettera veltroni

permalink | inviato da pd.strambino il 23/9/2008 alle 20:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
22 settembre 2008
DIVENTA UN DEMOCRATICO, ISCRIVITI!
                                 
E' iniziata la campagna tesseramento del Partito Democratico!
Richiedi la tessera, per informazioni invia una mail a 
pd.strambino@libero.it

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Tessera Partito Democratico

permalink | inviato da pd.strambino il 22/9/2008 alle 13:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
20 settembre 2008
A STRAMBINO IL POSTINO NON SUONA PIU'...
Disagi a Strambino per il servizio postale. A segnalare la mancata consegna quotidiana della posta è l’Assessore Massimo Ferrero, a seguito del malcontento che si è venuto a creare, soprattutto nelle frazioni di Crotte e Carrone, ma anche nello stesso capoluogo.

Il disservizio non è prerogativa di pochi eletti ma lo stesso primo cittadino lamenta questo ritardo nella consegna della corrispondenza.

«Poste Italiane – ha sottolineato l’Assessore Ferrero - hanno ricondotto il problema ad una ristrutturazione del sistema con conseguente smistamento della posta non più da Strambino ma da Caluso.»

L’Assessore auspica che la riorganizzazione frutto del malumore dei cittadini avvenga al più presto riportando il servizio da saltuario a giornaliero.

Tra i problemi evidenziati dall’Assessore anche l’assunzione trimestrale dei postini, che ripetutamente devono operare su zone diverse con conseguente perdita di tempo nella ricerca di vie e frazioni.

 da www.localport.it



Sosteniamo e supportiamo l'agire dell'amministrazione affinchè tutto si risolva nei migliore dei modi.

Ci sentiamo solidali con tutti i cittadini, delle frazioni e del capoluogo, che in questi giorni hanno dovuto affrontare le inefficienze e i disservizi di Poste Italiane (da alcuni anni non più azienda statale, ma società privata per azioni).

Vi ricordiamo che per qualsiasi problema o domanda potrete lasciare un commento anche qui, sul nostro blog.


                                                          
19 settembre 2008
SCUOLA, LA GRANDE TRUFFA: ECCO LA RIFORMA GELMINI
Un piano-imbroglio pieno di inganni. Il Gelmini pensiero nell'incontro con i sindacati viene distillato in tanti piccoli impegni che ai suoi occhi dovrebbero accontentare i sindacati. Ma basta leggere il documento per capire come le cose non stiano così e si tratti solo di tagli.

Maestro unico e tempo pieno Il piano dice: sarà aumentato del 50% del tempo pieno: «Con il passaggio al maestro unico nella scuola primaria ci saranno più docenti per aumentare il tempo pieno del 50%". L'insegnante unico ha un carico obbligatorio di lezioni di 24 ore settimanali a fronte del carico orario di 27 o 30 ore settimanali attuali dei docenti del modulo. La differenza oraria tra 27/30 ore e 24 potrà essere reinvestita in attività di tempo pieno, da assegnare o allo stesso docente unico o ad altro docente. Oltre al docente unico per le classi di scuola primaria funzionanti 24 ore a settimana sarà presente anche l'insegnante di inglese. ».

Peccato che la matematica non sia un opinione: i conti non tornano. Se il maestro unico deve fare 24 ore come fa a farne di più? Quelle ore come gli vengono pagate? Rimarrebbe da solo con una classe di 30 bambini per tutta la giornata? Come si può aumentare il tempo pieno se gli insegnanti sono di meno?

Altro impegno; non venngono toccati gli insegnanti di sostegno e le scuole di montagna. «Il personale docente che si occupa degli alunni diversamente abili viene confermato». Inoltre, è scritto in una nota, «non si toccano le scuole di montagna: in Italia ci sono più di 10.000 classi con meno di 10 studenti. È indispensabile analizzare caso per caso i singoli istituti per verificare una razionalizzazione del sistema che eviti gli sprechi. Per questo - conclude Viale Trastevere - è escluso che verranno chiuse le scuole di montagna e tutte quelle di rilevanza sociale».

Termini vaghi che non garantiscono in ogni caso.

Rimangono le sezioni Primavera La Gelmini salva una sola cosa della gestione Fioroni-Bastico: le sezioni primavera. A scuola già a due anni e mezzo, più fondi per le Sezioni Primavera. Le sezioni primavera, il nuovo servizio educativo per bambini tra i due e i tre anni, attualmente a gestione regionale, viene confermato e implementato, con uno stanziamento di 30 milioni di euro per il 2008-2009 e 50 milioni nel 2009-2010. È previsto che nelle aree montane possano essere accolti piccoli gruppi di bambini di 2-3 anni anche nelle scuole dell'infanzia. Il piano sarà di concerto con regioni e comuni.

Anticipo: si torna alla Moratti La riforma Moratti, ricorda il ministero, aveva introdotto anticipi di iscrizione anche nella scuola dell'infanzia oltre che nella scuola primaria. Anticipi poi abrogati dal governo Prodi con la Finanziaria 2007. Ora se ne prevede il ripristino.

Taglio dell'orario alle superiori Meno ore di lezioni negli istituti tecnici e professionale, che passeranno da 32 a 36 ore la settimana e nei licei classici, scientifici, linguistico e delle scienze umane (da 33 a 30 ore). Lo prevede il piano sulla scuola che il ministro Mariastella Gelmini sta presentando ai sindacati.

Gli indirizzi di studio nella scuola secondaria superiore sono 900, troppi per il Ministero dell'istruzione, che ne prevede una riduzione.

Gli attuali indirizzi, sottolinea una nota del Ministero, sono «sproporzionati alle esigenze formative e hanno prodotto inefficienza». Si interverrà soprattutto negli istituti tecnici e professionali, eliminando le duplicazioni (esempio istituto tecnico-commerciale e istituto professionale per il commercio), che «confondono l'utenza senza apportare valore aggiunto».

Altra novità è l'accorpamento delle classi di concorso: quella «con una comune matrice culturale e professionale» verranno accorpate. Ad esempio, oggi matematica e matematica applicata rappresentano classi di concorso diverse, «creando talvolta difficoltà nell'efficiente gestione del personale».

Via libera agli istituti comprensivi Per quanto riguarda gli istituti comprensivi, il piano intende privilegiare dove possibile questo modello, degli istituti che uniscono sotto un'unica istituzione scolastica (e sotto un'unica presidenza) scuole dell'infanzia, elementari e medie. «Si ritiene che tali istituti, che oggi rappresentano già quasi la metà delle istituzioni scolastiche del primo ciclo, favoriscano la continuità didattica e l'orientamento scolastico. Ne vedremo - è detto in una nota - molti di più. Questa nuova modalità organizzativa consentirà di produrre economie perchè ogni istituto avrà un solo direttore scolastico e personale amministrativo minore».


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Scuola Ministro Gelmini

permalink | inviato da pd.strambino il 19/9/2008 alle 21:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
19 settembre 2008
TUTTO DA RIFARE....
La Cai si è ritirata. La cordata italiana, fortemente voluta dal Presidente del Consiglio, che doveva salvare le sorti di Alitalia, dopo gli annunci spot degli ultimi cinque mesi, non esiste più. Si è sciolta con le sue stesse mani dopo le pressioni, anzi gli aut aut lanciati ai sindacati. All’appello per la firma di questo accordo con le parti sociali mancava la Cgil, dopo il via libera di Cisl, Uil e Ugl, impegnata fino all’ultimo momento nel tentare il possibile per salvare i dipendenti di Alitalia lanciando una controproposta, insieme ad Anpac, Unione piloti Anpav, Avia e Sdl, un’offerta che a sua volta la Cai non poteva rifiutare.

Invece dopo le prime indiscrezioni, nel tardo pomeriggio la conferma ufficiale: la Cai non esiste più e ha ritirato l'offerta per Alitalia. A Fiumicino la notizia è stata accolta con esultanza dai dipendenti, dopo che nel pomeriggio erano partite le prime lettere per la cassa integrazione. Una sigla sindacale ha rassicurato sulla continuità aziendale che sarà garantita dagli stessi dipendenti.

"Siamo di fronte al baratro", si affrettava a dichiarare il premier, dopo aver ovviamente fatto ricadere le responsabilità del fallimento di questa trattativa sulla Cgil e sui piloti. Responsabilità immediatamente rimandante al mittente dal segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, che replica così a Berlusconi: “Piuttosto che cercare capri espiatori, governo e Presidente del consiglio si assumano le proprie responsabilità per come hanno gestito tutta la vicenda Alitalia e la trattativa con le parti sociali”.
 
“Se siamo arrivati fin qui Berlusconi non cerchi colpevoli, replica anche Pier Luigi Bersani, ministro dell’Economia del Governo ombra del PD: “Il colpevole è lui. Purtroppo questo è l’esito di una operazione spregiudicata e irresponsabile che il Governo ha imposto e ha mal guidato”. "Un disastro" - non esita a definirlo Andrea Martella, ministro per le Infrastrutture e i Trasporti del Governo ombra del PD - un esito che amareggia e addolora e che dobbiamo alle prese di posizione dell’attuale premier, che prima ha impedito una soluzione forte e già raggiunta, poi non è riuscito a costruire un’alternativa valida, portando una parte dell’imprenditoria italiana in un’operazione di facciata rischiosa e avventata". E come denuncia Cesare Damiano, vice ministro del Lavoro nel Governo Ombra, "nel corso della trattativa si è volutamente ricercata la divisione del sindacato caricando di significati politici un negoziato che doveva e deve avere contenuti e soluzioni ritagliati per l’azienda e i suoi lavoratori". "Il presidente del consiglio stesso, che chiede a tutti senso di responsabilità - conclude Damiano - dovrebbe domandarsi se è stato responsabile il suo contributo decisivo al fallimento della precedente trattativa con Air France".


Dopo questo ennesimo fallimento del governo con Alitalia, è invece "il momento di tenere i nervi a posto", ripete Bersani: Non siamo davanti a un baratro. C’’è spazio per evitare il fallimento”. Secondo Bersani “è possibile rimettere nel solco la procedura”, poiché ritiene “che il commissario anche attraverso l’alienazione di beni non essenziali possa prendersi il breve tempo necessario a pubblicare un avviso che solleciti proposte”. “Sono convinto – sottolinea il ministro ombra dell’Economia - che possano esserci disponibilità di attori internazionali e che possano essere eventualmente in questo quadro meglio utilizzate disponibilità e risorse dell’imprenditoria italiana”.


                                  
sfoglia novembre